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Ricerca socio-astrologica : si può?

  • unamarziana
  • 13 apr
  • Tempo di lettura: 3 min
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Nel dibattito tra scienza e saperi simbolici, l’astrologia continua a occupare un posto controverso: spesso relegata tra le pratiche esoteriche, raramente viene trattata con la dignità epistemologica che meriterebbe da parte delle scienze sociali. Eppure, come l’antropologia, la sociologia o la psicologia junghiana, anche l’astrologia lavora su costrutti complessi, simbolici, culturali.

La domanda che si affaccia allora è: perché l’astrologia non è ancora oggetto di una seria indagine sociologica e simbolica, capace di restituirne la profondità e la funzione sociale?


Simboli, archetipi e la crisi del metodo quantitativo

Per molte, la legittimazione di un sapere passa ancora attraverso la verifica statistica, la misurazione, la predittività. Tutte caratteristiche tipiche dell’approccio positivista. In questo quadro, si potrebbe dire che “ciò che non è misurabile, non è reale”. Ma è davvero così?

Uno degli strumenti più diffusi per dimostrare correlazioni è l’analisi di regressione, che richiede variabili numeriche, comparabili, definite. Ma come si quantifica un archetipo? Come si trasforma Giove – che può significare espansione, fede, eccesso, fortuna, crescita, protezione – in una singola variabile?

L’archetipo, per sua natura, non è una categoria rigida ma un contenitore di possibilità. Ogni carta natale non fornisce una diagnosi né una profezia, ma una mappa di potenzialità. Ed è nella relazione tra astrologa e consultante che quel simbolo prende forma, significato, profondità.

È qui che la metodologia tradizionale si ferma. Non riesce a contenere la complessità del simbolico.


L’origine analogica di ogni sapere

Paradossalmente, tutte le scienze – compresa la medicina, la matematica, l’astronomia – nascono da osservazioni simboliche, analogiche, cicliche. Le prime mappe celesti non servivano solo a prevedere stagioni e raccolti, ma a trovare senso nel cosmo e nel vivere umano. Gli antichi sapevano che ciò che accadeva “in alto” aveva risonanza “in basso”. Era la visione dell’universo come organismo vivente e correlato, non come meccanismo isolato.

Col tempo, l’approccio analogico è stato marginalizzato, sostituito dal paradigma cartesiano–newtoniano, che ha preferito la frammentazione, la classificazione, l’oggettività. Ma qualcosa si è perso per strada: la visione d’insieme, la capacità di cogliere l’interconnessione dei fenomeni.


Astrologia come pratica simbolica e sociale

Una buona astrologa non cerca di indovinare. Non pretende di spiegare tutta la personalità con Marte in prima casa. Non etichetta. Ma ascolta, legge, interpreta, accompagna.

L’astrologia, nella sua forma più profonda, non è determinista ma fenomenologica: osserva i significati che emergono nella relazione tra il simbolo e la storia della persona. In questo senso, è un oggetto privilegiato per le scienze sociali, che da sempre si occupano di come le persone costruiscono senso, identità, futuro.


Una ricerca sociale sull’astrologia: nuove prospettive

Una ricerca sociale seria sull’astrologia richiederebbe uno sguardo complesso, sensibile a più dimensioni, tra cui:

  1. La cultura di appartenenza – Le rappresentazioni simboliche variano profondamente a seconda del contesto socio-culturale.

  2. Il vissuto esperienziale individuale – Esperienze biografiche, traumi, narrazioni interiori influenzano la lettura e la risonanza dei simboli astrologici.

  3. L’educazione e il livello di alfabetizzazione simbolica – La capacità di leggere il linguaggio archetipico non è scontata, ma si forma, si impara.

  4. Il contesto relazionale e rituale della consultazione – La relazione tra astrologa e consultante è uno spazio simbolico e dialogico che co-costruisce senso.

  5. Il momento storico e collettivo – Ogni tempo storico attiva certe immagini e silenzia altre. Gli archetipi si muovono anche a livello collettivo.

Studiare l’astrologia significa quindi anche interrogarsi su come le persone cercano senso, orientamento, narrazione in un’epoca incerta.


Verso una ricerca possibile

Con l’accesso a banche dati, software, conoscenze psicologiche e sociali raffinate, oggi è finalmente possibile una ricerca interdisciplinare seria sull’astrologia. Non per dimostrarla scientificamente, ma per comprenderne il ruolo nella costruzione di senso, identità, orientamento.

Ogni persona è un universo di simboli. E forse proprio per questo, l’astrologia continua a parlare profondamente a chi si avvicina ad essa con rispetto, ascolto e apertura.


Conclusione

L’astrologia non è una scienza esatta. Ma è un sapere simbolico, stratificato, relazionale, che merita di essere esplorato con sguardi nuovi, senza il bisogno di addomesticarla nei confini rigidi della verifica. Forse, più che dimostrarla, occorre ascoltarla.

E se fosse proprio nei luoghi che la scienza ha escluso — nei simboli, nelle risonanze, nei linguaggi antichi — che si nasconde una parte dimenticata della nostra intelligenza collettiva?


Bibliografia essenziale

  • Lidia Fassio, I nostri simboli interiori, Edizioni Spazio Interiore, 2017.

  • Zygmunt Bauman, Il pensiero sociologico, Laterza, 2005.

  • Alan Agresti, Statistica per le scienze sociali, Pearson, 2021.


 
 
 

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